602 16. Quando si presentò con i compagni
a papa Innocenzo per chiedergli l'approvazione della sua regola
di vita, questi giudicò l'ideale che si era prefisso
superiore alle forze umane. Ma, da uomo prudentissimo com'era,
gli disse: «Prega, figlio mio, Cristo perché
ci manifesti, per mezzo tuo, la sua volontà e, una
volta conosciutala, possiamo acconsentire con più sicurezza
ai tuoi pii desideri».
Il Santo obbedì al comando del sommo Pastore e ricorse
con tutta fiducia a Cristo. Pregò con insistenza ed
esortò pure i compagni a supplicare devotamente Dio.
In breve, mentre pregava ottenne la risposta e comunicò
ai figli novità salutari. Vennero così a sapere
che Cristo gli aveva detto familiarmente, in parabola: «Francesco,
dirai al Papa così: - Viveva in un deserto una donna
povera, ma molto bella. Un re se ne innamorò per il
suo incantevole aspetto, strinse relazione con lei gioiosamente
e ne ebbe figli bellissimi. Una volta adulti ed educati nobilmente,
la madre disse loro: "Non vergognatevi, o miei diletti,
per il fatto di essere poveri, perché siete tutti figli
di quel grande re. Andate dunque gioiosi alla sua corte e
chiedetegli quanto vi occorre". Meravigliati e lieti
a quelle parole, animati dall'assicurazione di essere di stirpe
reale e futuri eredi, stimarono ricchezza la loro estrema
povertà, e si presentarono al re con fiducia e senza
paura, perché nel volto riproducevano il suo volto.
Vedendo che gli rassomigliavano, il re chiese, meravigliato
di chi fossero figli. Ed avendogli risposto che erano figli
di quella donna povera e sola nel deserto, li abbracciò:
"Siete figli miei ed eredi; non abbiate timore; perché,
se alla mia mensa si nutrono estranei, è certamente
più giusto che si nutrano quelli che hanno diritto
a tutta l'eredità". Ordinò poi alla donna
di mandare alla sua corte tutti i figli generati da lui, perché
vi fossero allevati». Il Santo, traboccante di gioia
a motivo della parabola, riferì subito al Papa il solenne
oracolo.
603 17. La donna simboleggia Francesco, non per la
mollezza della condotta, ma per i numerosi suoi figli. Il
deserto è il mondo, allora incolto e sterile di virtù.
L'abbondante e splendida figliolanza è il copioso numero
di frati, ricchi di ogni virtù. Il re: il Figlio di
Dio e a lui corrispondono nell'aspetto, somiglianti per la
santa povertà, quelli, che, messo da parte ogni rossore,
si sfamano alla mensa del re: contenti della imitazione di
Cristo, vivendo di elemosina, pur attraverso il disprezzo
del mondo, sanno che un giorno saranno felici.
Il Papa ascoltò con meraviglia la parabola e riconobbe
senza incertezze che Cristo aveva parlato in quell'uomo. Si
ricordò di un sogno fatto pochi giorni prima e illuminato
dallo Spirito Santo, affermò che si sarebbe realizzato
proprio in lui. Aveva sognato infatti che la Basilica del
Laterano stava per crollare e che un religioso, piccolo e
spregevole, la puntellava con le sue spalle, perché
non cadesse. «Ecco, pensò: questi è colui
che con l'azione e la parola sosterrà la Chiesa di
Cristo».
E’ questo il motivo, per cui il signor Papa assecondò
con tanta facilità la sua domanda e, da quel momento,
anima veramente piena di Dio, amò sempre il servo di
Cristo con particolare benevolenza. Esaudì subito le
richieste, e promise amabilmente che avrebbe aggiunto più
importanti concessioni.
Francesco, allora, usando della facoltà concessagli,
cominciò a spargere semi di virtù, predicando
con maggior fervore tutt'attorno, per città e villaggi.